L’assistenza nel laboratorio tecnico Newel

L’assistenza nel laboratorio tecnico Newel

Newel ha dedicato sempre una particolare attenzione ai propri clienti. Nel negozio di via Mac Mahon 75, scendendo nel seminterrato, appena entrati in magazzino, sulla sinistra era possibile trovare una stanza (a dire il vero stretta ma molto lunga) dove venivano riparati i prodotti venduti.

A dire il vero, il laboratorio si occupava di:
1) riparare i prodotti fuori garanzia,
2) riparare i prodotti in garanzia per i quali avevamo ricevuto preventiva autorizzazione dai fabbricanti,
3) configurare e, negli anni dei pc compatibili, assemblare computer e installare software,
4) testare i prodotti appena arrivati e quelli venduti ma tornati a causa di potenziali malfunzionamenti,
5) produrre cavetteria e adattatori,
6) apportare modifiche hardware.

Flavio Carmignani, lo storico tecnico della Newel Srl, è rimasto maggiormente nei ricordi dei nostri clienti in quanto attivo proprio durante il boom della linea Amiga e l’arrivo imponente delle prime console giapponesi. E’ a lui che dobbiamo la realizzazione dei primi cavi video con utilizzare i Super Famicom Ntsc (arrivati in anteprima nel nostro negozio importati dal Giappone) sui televisori Pal italiani e per collegare i lettori Laser Disc Pioneer ad Amiga e PC per giocare a Dragon’s Lair.

Non solo: nel laboratorio riparavamo Saturn, Mega Drive, Super Nintendo e le console portatili Game Boy e Sega Game Gear. Per quest’ultimo non era raro cambiare la lampada interna che illuminava il display.

Parlando di computer, era frequente dover intervenire sui primi computer a 8 bit, con il Commodore C64 su tutti. Poi sugli Amiga e successivamente sui classici computer Dos.

Ai tempi della Commodore, ad un certo momento ci trovammo con un numero importante di computer e periferiche in attesa di essere spedite alla casa madre per la relativa assistenza, che però non autorizzava il ritiro in quanto già sovraccarica di riparazioni” racconta il nostro Flavio. “Newel in quel caso ottenne l’autorizzazione per ripararle in garanzia e addirittura apporre le etichette sigillo originali Commodore”.

I monitor venivano affidati ad un tecnico esterno, Lucio Cattaneo, che una volta alla settimana passava in negozio per ritirare quelli rotti e riportare quelli riparati: non ne mancava uno.

Oggi può succedere di tornare a mettere mano sui Commodore 64 oppure sugli Amiga: l’età di queste macchine causa frequentemente guasti più o meno riparabili. Su alcuni modelli di Amiga e sulle espansioni Ram, per esempio, è facile dover correre per rimuovere la “perfida” e pericolosa batteria tampone.

Parlando del “biscottone”, è invece frequente dover intervenire per sostituire il fragile PLA, uno dei due chip CIA dedicati all’I/O oppure uno degli otto chip che compongono la memoria Ram. C’è da dire che è ancora possibile trovare i chip originali della MOS sul mercato dell’usato, mentre diversi tecnici hanno realizzato dei chip sostitutivi che, in certi casi, funzionano al pari dell’originale. Altri componenti “minori” sono invece ancora oggi regolarmente in commercio.

Prossimamente pubblicheremo alcune riparazioni ed esperimenti che ancora oggi effettuiamo nel nostro laboratorio. E’ in effetti un modo anche questo per tornare a respirare l’aria di casa della Newel.

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